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Mesoterapia antalgica

Terapia del dolore acuto e cronico e contro gli inestetismi

Alcuni dolori, così come certi inestetismi, anche se lievi, durano troppo a lungo per poter essere tollerati. Se si vuole evitare di compromettere la qualità della vita, senza dover continuamente assumere farmaci per via sistemica, la mesoterapia è un’ottima soluzione che può essere praticata dal medico di base o da uno specialista.

Cos’è la mesoterapia e quali farmaci usa?

Il nome di questa terapia è dovuto alla zona anatomica in cui viene praticata, ovvero lo strato medio-profondo del derma.
La mesoterapia è a tutti gli effetti una terapia medica utilizzata anche in medicina estetica, (in questo ambito si parla di intradermoterapia distrettuale) che consiste nell’effettuazione di micro iniezioni intradermiche multiple di farmaci nelle zone del corpo in cui il paziente mostra inestetismi o lamenta dolore, problemi di mobilità e/o di circolazione.

La mesoterapia è una tecnica ambulatoriale che, oltre a permettere di iniettare farmaci in modo concentrato e puntuale, consente l’eliminazione del ristagno di liquidi nei tessuti, disintossicando l’organismo dalle scorie in eccesso, eliminando i liquidi e tonificando la pelle.

Quali farmaci si usano per le iniezioni intradermiche

I farmaci impiegati nella mesoterapia antalgica sono quelli comunemente usati per il trattamento del dolore e dell’infiammazione, ma vengono utilizzati in dosi molto più basse. Possono includere:
  • Antinfiammatori non steroidei (FANS): come ketoprofene, diclofenac, ketorolac, piroxicam.
  • Miorilassanti: come il tiocolchicoside.
  • Anestetici locali: come lidocaina cloridrato o procaina, spesso aggiunti per ridurre il fastidio delle iniezioni e potenziare l’effetto antidolorifico. Possono inoltre essere somministrati, per combattere gli inestetismi, rivitalizzanti, protettivi dei capillari e lipolitici.
La scelta del farmaco o della combinazione di farmaci dipende dalla patologia, dalla sua gravità e dalla valutazione clinica del medico.
farmaci mesoterapia

La domanda sorge spontanea

Se la mesoterapia è, comunque, una terapia farmacologica, perché preferirla all’assunzione tradizionale di farmaci?

La somministrazione intradermica permette non solo di raggiungere i distretti con una dose inferiore di farmaci, ma anche di velocizzare la comparsa dei benefici e aumentarne la durata.

Questo perché il principio attivo giunge più velocemente e più puntualmente nella zona da trattare e vi resta più a lungo.

Tutto questo si traduce, per la mesoterapia, in risultati più efficaci con quantità inferiori di farmaco somministrato, con conseguente riduzione degli effetti collaterali.

Per quali sintomi e patologie viene utilizzata questa terapia antalgica e a cosa serve

Ma quali sono i sintomi e le condizioni in cui il medico può consigliare la mesoterapia?
Ecco i principali problemi che possono trovare sollievo da questa terapia:

  • Adiposità locali
  • Cellulite
  • Insufficienza venosa e linfatica
  • Difficoltà motorie
  • Affezioni dermatologiche

La mesoterapia è anche un valido alleato del proprio aspetto esteriore, in quanto è molto utilizzata contro la cellulite e per ottenere un sensibile ringiovanimento del volto.

Pazienti anziani o con problemi apparato digestivo

La mesoterapia è un’opzione terapeutica molto utile per quei pazienti che, come gli anziani, seguendo già molte terapie per via orale, non sono disposti ad aggiungerne un’ulteriore, con l’aumento di effetti collaterali che essa può portare con sé. Ci sono, poi, alcuni pazienti che, per problemi all’apparato digestivo, non possono assumere determinate terapie per via orale e, dunque, la mesoterapia diventa l’unica soluzione. È bene, però, sottolineare che la mesoterapia non è efficace per problemi e disturbi agli organi interni, dunque, non può sempre essere un’alternativa valida alle terapie tradizionali.

Condizioni dolorose

La mesoterapia a scopo esclusivamente antalgico è efficace nel trattamento di diverse condizioni dolorose, in particolare quelle di origine infiammatoria, muscolare o articolare. Tra le principali indicazioni troviamo:

  • Dolori muscolari: contratture, mialgie acute e croniche, come cervicalgia, lombalgia, dorsalgia.
  • Patologie articolari e degenerative: artrosi (ginocchio, anca, colonna vertebrale), periartriti.
  • Tendinopatie: tendiniti di vario genere (es. cuffia dei rotatori, epicondilite o “gomito del tennista”, tendine d’Achille, tendine rotuleo).
  • Cefalee muscolo-tensive.
  • Traumi: contusioni, distorsioni (es. caviglia, ginocchio), colpi di frusta.

Spesso, la mesoterapia viene associata ad altre terapie fisiche (come laserterapia, tecarterapia, ultrasuoni) o alla fisioterapia per potenziarne gli effetti e accelerare il recupero funzionale del paziente.

Il valore aggiunto della mesoterapia è la concomitante stimolazione dei trigger point.

La stimolazione dei trigger point si riferisce a un insieme di tecniche terapeutiche mirate a trattare e “disattivare” i trigger point miofasciali, ovvero dei punti altamente irritabili e dolenti localizzati all’interno di una banda tesa di un muscolo scheletrico. Questi punti sono spesso la causa di dolore locale e, in molti casi, di dolore riferito, cioè un dolore percepito in un’altra area del corpo, anche distante dal trigger point stesso.

Cosa sono i Trigger Point?

I trigger point possono essere:

  • Attivi: causano dolore spontaneo o quando il muscolo viene mosso, e spesso riproducono il dolore riferito tipico.
  • Latenti: causano dolore solo alla palpazione, ma possono comunque limitare il movimento e la forza muscolare

Si formano spesso a causa di sovraccarico muscolare, traumi, posture scorrette, stress o movimenti ripetitivi. Alla palpazione, si presentano come piccoli noduli o “chicchi di riso” all’interno di una banda muscolare tesa.

Perché si "stimolano" i Trigger Point?

L’obiettivo della stimolazione dei trigger point non è tanto “stimolarli” nel senso di attivarli, quanto piuttosto disattivarli o rilasciarli, per alleviare il dolore, migliorare la funzionalità muscolare e ripristinare la normale ampiezza di movimento.

Come funziona il trattamento mesoterapico: il prima, il mentre e il dopo

Anche se poco numerose, esistono alcune importanti controindicazioni che rendono inapplicabile la mesoterapia. Ecco perché, prima di qualsiasi trattamento, il medico deve avere un quadro anamnestico del paziente con particolare attenzione a condizioni patologiche e terapie in corso.
D’altro canto, il medico, a sua volta, deve informare il paziente sulle modalità di intervento e sulle piccole attenzioni da avere dopo il trattamento per non comprometterne il risultato e per minimizzare il rischio di effetti collaterali.

Il prima: conoscere le controindicazioni

La principale controindicazione alla mesoterapia riguarda la presenza di allergia a determinati farmaci. Va detto, però, che in caso di allergia ad un principio attivo, il terapista può scegliere un’alternativa. Divieto assoluto a sottoporsi alla mesoterapia è fatto, invece, a chi soffre di difetti della coagulazione, come l’emofilia e la piastrinopenia, oppure a chi segue terapie anticoagulanti.

Il mentre: come si fa e quanto dura una seduta

La prima seduta, in genere, si apre con un colloquio anamnestico tra medico e paziente, seguito dalla terapia vera e propria.
Il medico prepara la dose da iniettare e la inocula nell’area intradermica, utilizzando aghi della lunghezza di 4-6 mm. Durante e dopo il trattamento, che in genere ha la durata di 15-20 minuti, il paziente non avvertirà dolore, se non il fastidio correlato alle punture degli aghi.

Il dopo: effetti collaterali, benefici e frequenza delle sedute

Dopo la seduta di mesoterapia, il paziente dovrebbe:

  • evitare per almeno 24 ore massaggi, pressoterapia, ultrasuoni, depilazione;
  • evitare l’applicazione di creme;
  • evitare di esporsi al sole per qualche giorno.

Dopo il trattamento mesoterapico, la pelle potrebbe presentare pomfi o eritemi locali, lievi sanguinamenti, piccoli ematomi e, molto raramente, infezioni locali.

Spesso, sensibili benefici si manifestano già dopo la prima seduta mesoterapica, ma, generalmente, per avere risultati più tangibili e duraturi, il medico consiglia un ciclo di 8-10 incontri minimo, con sedute di mantenimento successive, a frequenza mensile o semestrale.

Mesoterapia a Torino: rivolgiti al Centro Medico San Pietro

Che il tuo sia un problema estetico o medico, rivolgiti al Centro Medico San Pietro, con sede a Nole e a Caselle per provare in prima persona i benefici della mesoterapia.

Scoprirai quanto è facile stare meglio entrando in un microcosmo di specialisti che ha a cuore la tua salute. Dietro la cellulite, ad esempio, può nascondersi un problema di circolazione linfatica che può essere trattato senza cambiare centro medico.