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Allergie respiratorie
Quando l’asma è di tipo allergico
Quando l’asma è di tipo allergico
Le allergie respiratorie sono tra le forme più comuni di reazione allergica e colpiscono milioni di persone ogni anno, specialmente nei periodi di maggiore concentrazione di pollini o agenti irritanti nell’aria. Si tratta di una risposta anomala del sistema immunitario che, in soggetti predisposti, percepisce come pericolose alcune sostanze presenti nell’ambiente, innocue per la maggior parte delle persone. Quando queste particelle vengono inalate, il corpo reagisce in modo esagerato, attivando una risposta infiammatoria che può interessare naso e bronchi, scatenando sintomi come starnuti, naso chiuso, prurito o crisi asmatiche.
Ecco cosa fare se si sospetta di soffrire di un’allergia respiratoria.
Le allergie respiratorie si manifestano con una varietà di sintomi che possono variare da persona a persona, influenzando la qualità della vita in modo più o meno marcato.
Le macro manifestazioni più comuni sono la rinite allergica e l’asma allergica, che spesso si presentano in successione o in combinazione. I sintomi delle due condizioni sono molto simili, ma ciò che cambia è la loro intensità e le zone interessate.
Per comprendere e affrontare al meglio le allergie respiratorie, è fondamentale conoscere i principali tipi di allergeni presenti nell’aria, responsabili dell’innesco della reazione allergica.
Gli allergeni aerei si dividono principalmente in tre categorie:
Ma quali sono i sintomi e le condizioni in cui il medico può consigliare la mesoterapia?
Ecco i principali problemi che possono trovare sollievo da questa terapia:
La mesoterapia è anche un valido alleato del proprio aspetto esteriore, in quanto è molto utilizzata contro la cellulite e per ottenere un sensibile ringiovanimento del volto.
Tra le più classiche allergie stagionali, quelle per le graminacee rendono la primavera un periodo infernale per moltissime persone.
I pollini, rilasciati da piante, alberi e fiori durante la loro stagione di fioritura, si diffondono nell’aria e, se inalati da soggetti predisposti, possono innescare reazioni allergiche anche intense. Ogni specie vegetale ha un preciso calendario di impollinazione, ma è soprattutto durante la primavera, che la concentrazione pollinica aumenta e le allergie respiratorie si fanno più frequenti. Alcuni pollini, come nocciolo selvatico e betulla, sono già presenti da febbraio-marzo.
Il percorso diagnostico inizia con un’anamnesi accurata, condotta dall’allergologo, che raccoglie informazioni sullo stile di vita, l’ambiente domestico e lavorativo, le abitudini quotidiane e la storia familiare del paziente.
A seguire, si procede con test specifici: il più comune è il prick test, che consiste nell’applicare piccole quantità di allergeni sulla pelle tramite una leggera puntura per valutare la reazione locale.
Molto utili sono anche gli esami del sangue: il PRIST test misura le IgE totali, mentre test più specifici analizzano le IgE rivolte a singoli allergeni, per definire con precisione la fonte della reazione allergica. In casi particolari, si può ricorrere a l’ALEX Test, ovvero una tecnica avanzata che consente di valutare la reattività verso oltre 200 allergeni contemporaneamente, utile in quadri clinici complessi. In aggiunta, esami come la spirometria possono essere utilizzati per valutare l’eventuale coinvolgimento delle vie respiratorie nei casi di asma allergica.
Il trattamento delle allergie respiratorie è pianificato per ogni caso in base alla gravità dei sintomi. I farmaci disponibili agiscono in modo mirato sul singolo sintomo: o in generale sulla sintomatologia allergica, come nel caso degli antistaminici.
In presenza di asma allergica, la terapia si basa su broncodilatatori ad azione rapida per i sintomi acuti, e su corticosteroidi inalatori, talvolta combinati con broncodilatatori a lunga durata.
A supporto della terapia farmacologica, l’immunoterapia allergene specifica (AIT) rappresenta l’unico trattamento in grado di modificare a lungo termine la risposta del sistema immunitario. Disponibile in forma sublinguale o sottocutanea, l’AIT va seguita con costanza per almeno tre anni per ottenere benefici duraturi.
Presso la sede di Caselle, la Dott.ssa Chiara Addese e il Dott. Giovanni Borio, insieme al loro staff, accolgono i pazienti nell’ambulatorio di Allergologia, mettendo a disposizione competenza, tecnologie e doti umane.
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