Centro Medico San Pietro News
Diabete e denti
La correlazione tra parodontite e iperglicemia
La correlazione tra parodontite e iperglicemia
Diabete e parodontite sono due condizioni molto diffuse tra la popolazione generale: si stima che, in Italia, il 6% della popolazione (quasi 4 milioni di persone) sia affetta da diabete (il 90% con diabete di tipo 2) e che circa 1,5 milioni non siano diagnosticati e che la parodontite, la sesta malattia più diffusa al mondo colpisca in Italia 7-8 milioni di persone (l’11% della popolazione mondiale, nella forma severa, 45-50% in forma lieve).
Dati, questi, già allarmanti di per sé, ma che diventano impressionanti di fronte a quella che è ormai una certezza medica: le due patologie si influenzano a vicenda, creando l’una condizioni favorevoli allo sviluppo e/o all’aggravamento dell’altra. Le persone affette da diabete, infatti, hanno, rispetto alla popolazione generale, un rischio doppio o triplo di sviluppare piorrea. Allo stesso modo, molti studi dimostrano come pazienti affetti da parodontite presentino tra il 19 ed il 33% di possibilità in più di incorrere in quadri di diabete di tipo 2.
La parodontite, nota anche come piorrea, è una malattia infiammatoria cronica di origine batterica che colpisce i tessuti di sostegno del dente: dalla gengiva, all’osso alveolare, fino ad arrivare alla radice e al legamento parodontale.
La causa prima della parodontite è da ricercare nell’accumulo di biofilm di placca a livello dentale, che innesca una risposta infiammatoria locale, causando la conseguente degenerazione dei tessuti. Questo meccanismo, se non interrotto in tempo, può portare fino alla caduta del dente interessato.
Il diabete è una malattia metabolica cronica che si caratterizza per la presenza di innalzati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia). Questo innalzamento dei valori è causato da un’anomalia dell’insulina, l’ormone prodotto dal pancreas che veicola il glucosio nelle cellule del nostro corpo, mantenendone nel sangue un livello adeguato, in fatto di produzione(D1) o di funzionamento(D2).
Esistono numerosi tipi di diabete, i più rappresentati numericamente sono:
Come abbiamo visto, spesso, chi soffre di diabete sviluppa più facilmente la parodontite e, allo stesso modo, chi ha un’infezione cronica al parodonto corre un rischio più elevato di ammalarsi di diabete di tipo 2. Alla luce delle informazioni che abbiamo dei due quadri patologici, vediamo quali sono i meccanismi alla base di questo circolo vizioso.
Gli aumentati livelli di glicemia, che caratterizzano il diabete, determinano una minor resistenza dell’organismo alle infezioni, con una ritardata risposta del sistema immunitario. Tipica dei diabetici è, ad esempio, una ritardata guarigione delle ferite ed una maggior suscettibilità ad irritazioni locali dei tessuti orali. Infiammazioni gengivali, afte in bocca, candidosi orali, carie sono molto frequenti nei pazienti diabetici, così come lo è la parodontite.
A favorire queste complicanze orali nei pazienti diabetici, oltre, come già visto, lo scarso funzionamento del sistema immunitario, è anche l’alterazione della permeabilità dei piccoli vasi sanguigni, che ha conseguenze sulla circolazione periferica.
L’infiammazione cronica che caratterizza la malattia parodontale diventa presto sistemica, a causa del rilascio di citochine pro-infiammatorie (dovuto al continuo stress a cui il corpo è sottoposto) e può provocare una situazione di insulino-resistenza causando iperglicemia e diabete e aumentando il rischio di sviluppare complicanze cardiovascolari, renali, retiniche e ulcere neuropatiche
Comprendere la potente correlazione tra parodontite e diabete ed i meccanismi che ne stanno alla base è importante per affrontare queste patologie nel modo corretto.
Un paziente diabetico dovrebbe aspettarsi sempre di essere trattato in ottica interdisciplinare e, in caso di problemi al parodonto, avere la garanzia di affidarsi ad un team multi-specialistico in cui siano presenti odontoiatri, diabetologi e nutrizionisti.
Gli specialisti, ormai, possono contare su strumenti interdisciplinari molto accurati: ad esempio, l’odontoiatra può consigliare al paziente con parodontite di sottoporsi al test dell’emoglobina glicosata, che permette di diagnosticare il diabete in fase precoce.
Ecco perché affidarsi a CMSP è la scelta più appropriata per chi abita in Torino e provincia: qui, un semplice controllo in parodontologia non tralascerà mai di valutare eventuali quadri diabetologici e, se necessario, lo specialista si interfaccerà con il collega di anestesiologia diabetologica.
Al contrario, un paziente con un quadro di diabete conclamato e seguito da un diabetologo in CMSP verrà sempre monitorato anche a livello odontoiatrico, consapevoli del rischio che corre di incorrere in patologie del parodonto.
Inoltre, vista l’importanza dell’alimentazione nei quadri di diabete e di parodontite, molto spesso, il paziente potrà contare anche sui consigli di un dietologo specializzato per ridurre i fattori di rischio controllabili, che sono per la maggior parte legati a dieta e stili di vita.