In costante aumento, anche a causa di una popolazione sempre più anziana e in sovrappeso, la sindrome metabolica è una condizione sistemica che va prevenuta e monitorata per scongiurare complicazioni anche gravi.
Ecco come riconoscerla e a chi rivolgersi per prevenirla, diagnosticarla e curarla.
Cos’è la sdr metabolica o malattia dismetabolica
Dalla definizione all’incidenza, fino ad una carrellata delle cause e dei fattori di rischio: ecco una breve, ma esaustiva, panoramica sulla sindrome metabolica.
Definizione sindrome metabolica o da insulino resistenza
Trattandosi di una sindrome, può non essere facile dare una definizione esaustiva di questa condizione, tuttavia, potremmo provare a definirla come la presenza simultanea di ipertensione, glicemia alta a digiuno, dislipidemia, obesità a livello addominale, che espone ad un innalzamento del rischio cardiovascolare e di diabete di tipo 2 conclamato.
Donne o uomini? Giovani o anziani? Chi è più colpito?
Il rischio di sviluppare i sintomi della sindrome metabolica aumenta esponenzialmente con l’età. Quasi un ultracinquantenne su due, infatti, è interessato da questa condizione, anche se sono sempre meno rari casi di adolescenti e giovani adulti che devono affrontare i sintomi della sindrome.
Le donne sembrano essere più colpite (anche in virtù del fatto che la menopausa crea condizioni favorevoli allo sviluppo dei sintomi), ma, come vedremo sotto, la costante predisponente più frequente è quella dell’obesità.
Cause e fattori di rischio dello scompenso metabolico
Quando si tratta di sindrome metabolica, più che di cause si parla di fattori predisponenti, che afferiscono principalmente alla condizione di obesità e allo stile di vita sedentario, come modificabili, e all’età e alla famigliarità, come non modificabili.
Se le cause prime non sono ancora certe, ciò che è ormai noto è il meccanismo che sta alla base della sindrome metabolica, ovvero l’insulino-resistenza, che si configura come una scarsa sensibilità delle cellule all’insulina che ne inibisce l’assorbimento del glucosio, innalzando così il livello di zuccheri nel sangue.
Sembra, inoltre, che alcune patologie siano legate alla sindrome metabolica, anche se non è del tutto chiaro se sia più corretto parlare di fattori predisponenti o di comorbidità: si tratta di condizioni come la steatosi epatica, i calcoli biliari, le apnee notturne e l’ovaio policistico.
Come diagnosticare il disordine metabolico
Sintomi della sindrome metabolica
Come avviene per tutte le sindromi, anche per quella metabolica, i sintomi rivestono una grande importanza, anche se possono comparire in modo variegato e incompleto, oltre che con gravità diversa.
Ecco i sintomi più frequenti:
- mal di testa,
- vertigini,
- epistassi,
- necessità di urinare frequentemente,
- secchezza delle fauci e aumento della sete.
Sindrome metabolica: criteri, esami e visite
Condizioni di ipertensione e iperglicemia sono molto frequenti nei pazienti affetti da sindrome metabolica, ma la loro presenza può essere rilavata solo attraverso esami specifici.
Per diagnosticare la sindrome metabolica esistono dei criteri diagnostici che prendono in considerazione:
- la circonferenza della vita,
- i livelli di trigliceridi e colesterolo HDL (il cosiddetto colesterolo “buono”),
- i valori di glicemia a digiuno,
- la pressione sanguigna.
Sindrome metabolica: cura e prevenzione
Come abbiamo visto, tra i fattori di rischio modificabili spiccano lo stile di vita sedentario e la dieta non equilibrata. Ecco perché le strategie preventive si concentrano principalmente in questi due ambiti. La terapia della sindrome metabolica agisce sui sintomi ma la miglior strategia è la prevenzione, ovvero l’insieme delle azioni che riducono i fattori di rischio.
Dieta e stile di vita contro sindrome metabolica
Frutta, verdura, cereali integrali, pesce, legumi e carni magre sono gli ingredienti della dieta adatta a prevenire la conclamazione dei sintomi tipici della sindrome metabolica. Per contro, vanno ridotti il più possibile alimenti che contengono gli acidi grassi saturi, la carne rossa, gli insaccati, gli zuccheri, il sale e i latticini. In ogni caso, la dieta deve intervenire a limitare le calorie in caso di sovrappeso, aiutando il paziente a riacquisire o a mantenere un peso forma.
Lo stile di vita ha anche una grande importanza. La sedentarietà deve essere ridotta al minimo e l’attività fisica, in relazione all’età, massimizzata. Si parla di almeno 30 minuti al giorno di esercizio fisico moderato, utile a contenere i livelli di glicemia, i trigliceridi e ad abbassare la pressione, oltre che ad aumentare il colesterolo HDL a scapito dell’LDL (quello “cattivo”) e a favorire la riduzione del peso e del grasso addominale.
Anche il fumo va eliminato sia in ottica preventiva sia terapeutica. Consigli e monitoraggio da parte del medico sono fondamentali e, se non sufficienti, può rendersi necessario prescrivere farmaci e integratori alimentari.
Perché è così importante curare e prevenire?
Tenersi alla larga dalla sindrome metabolica è importante non solo per evitarne i fastidiosi sintomi, ma anche perché tale condizione è in grado di aumentare il rischio di molte patologie anche gravi come:
- aterosclerosi, infarto del miocardio, ictus;
- diabete di tipo 2, dislipidemia, steatosi epatica e steatoepatite-cirrosi metabolica;
- patologie oncologiche.
Diabetologia e dietistica: un team di riferimento per trattare la patologia metabolica vicino a Torino
Come abbiamo visto, la sindrome metabolica è una condizione complessa il cui trattamento deve coinvolgere un team multispecialistico composto da dietologi, diabetologi e cardiologi, anche se la quantità di specialisti coinvolti aumenta all’aumentare della tipologia di sintomi.
In CMSP possiamo contare su tutte le competenze mediche necessarie ad affrontare la sindrome metabolica e tra queste non manca mai lo specialista in nutrizione, fondamentale sia in fase preventiva sia in fase terapeutica.
La Dott.ssa Elisa Gennaro è il nostro punto di riferimento in fatto di dietistica e saprà seguire ogni paziente nel recupero del peso forma con un occhio attento anche ai valori da monitorare in caso di predisposizione o conclamazione della sindrome metabolica.
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